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22 giugno 2018 - EUROOM spazio arte

A spasso con il mago. Merlino e io

di Marco Tullio Barboni


proiezione cortometraggio


Il Grande Forse

regia di Marco Tullio Barboni


Sleepy Places

fotografie di Euro Rotelli


accompagnamento musicale

G.A.M.E. Saxophone Quartet

 

 

A Fiume Veneto, lo scorso 22 Giugno,

nel bellissimo spazio arte EUROOM e per iniziativa dei titolari Euro Rotelli e Daria Collovini, si è svolta una affollata serata ad ingresso libero che ha visto protagonista lo sceneggiatore, regista e scrittore Marco Tullio Barboni. 

All'iniziativa hanno collaborato attivamente le Associazioni Fiume Crea ed Occhio dell'Arte. 

La serata si è aperta, dopo i saluti del fotografo internazionale Euro Rotelli nelle vesti di padrone di casa,  con G.A.M.E. Saxophone Quartet, che ha sottolineato musicalmente la serata anche dopo la presentazione del volume di Barboni "A spasso con il Mago. Merlino e io" (Viola editrice). A seguire l'accoglienza iniziale del virtuoso quartetto, ecco il via alla proiezione del cortometraggio "Il Grande Forse", firmato dalla regia di Marco Tullio Barboni e con protagonisti Philippe Leroy e Roberto Andreucci, insieme all'amato cane di casa Barboni, Merlino, oggi scomparso ma figura letteraria resa eterna dal volume celebrato nella serata. 

Al termine della proiezione del corto, Lisa Bernardini Presidente dell' Occhio dell'Arte è salita sul palco insieme a Marco Tullio Barboni, ed il pubblico attento ha mostrato di gradire con gli applausi i momenti più rilevanti di questa presentazione articolata e ricca di spunti e riflessioni.

Ad aggiungersi al linguaggio cinematografico e a quello letterario è stato alla fine dell' incontro da EUROOM anche quello fotografico, con l'accesso in galleria interna dei presenti a visionare  "Sleepy Places" (le fotografie di Euro Rotelli in mostra per l'occasione).

E' stato sottolineato da Lisa Bernardini  di come anche Euro Rotelli, al pari del Barboni nel suo libro, percorra un viaggio onirico attraverso questa sua exhibition, indagando la stagione invernale, quando con la sola compagnia della sua macchina fotografica, attraverso luoghi desolati e abbandonati, ha ritratto situazioni dei “Villaggi Vacanza”, posti deputati al divertimento estivo, con le spiagge che d’estate sono sinonimo di divertimento, ma viste da una prospettiva di sonno temporaneo, mostrando un mondo in letargo che aspetta solo di essere risvegliato per riprendere la solita vita.

Un confronto tra linguaggi -  le parole e le immagini - apparentemente distanti e così diversi: il primo rappresenta un dialogo tra persona e animale, il quale assume una dimensione umana nel rapportarsi al padrone che a sua volta diventa il suo interlocutore; il secondo ci fa scoprire luoghi e cose all’apparenza inanimati ma che denunciano la presenza umana proprio nella loro essenza, nel momento in cui vengono rivelati dal fascio inatteso di luce.

Due forme artistiche che hanno guidato i presenti in un’indagine metafisica e si sono fuse entrambe nell’introspezione e nel significato dell’esistenza stessa.

Una serata resa ancora più piacevole dalle persone che si sono tutte intrattenute  fino a tardi a godere di un momento conviviale preparato per l'occasione dagli impeccabili padroni di casa.


Lisa Bernardini

Presidente Occhio dell'Arte 



Marco Tullio Barboni

Marco Tullio Barboni, appartiene ad una illustre famiglia che ha segnato tratti importanti del cinema italiano d’Autore. Lo zio Leonida è stato un magistrale direttore della fotografia, amatissimo da Anna Magnani; il padre Enzo, prima operatore alla macchina poi direttore della fotografia ed infine regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher, ha legato gran parte della sua fama a film interpretati da Bud Spencer e Terence Hill e all’indimenticabile filone dei fagioli western. Frequentatore di set fin da bambino, è stato lui stesso regista e sceneggiatore, ed ha proseguito la carriera familiare con caparbietà e notevole talento. Uomo di profonda cultura e variegati interessi, vede però il suo prossimo futuro come scrittore ed autore di nuovi testi teatrali, da tradurre anche in lingua inglese e magari da esportare in America. Il suo primo libro, in realta', gia' si trova tradotto ed immesso nel mercato americano.

Nello scorso mese di Novembre, alla Casa del Cinema di Roma, è avvenuto il lancio ufficiale al pubblico del suo secondo lavoro letterario, edito da Viola Editrice e dal titolo "A spasso con il mago. Merlino e io". Un libro a cui Marco Tullio Barboni tiene moltissimo, che segue di un anno circa il suo grande, primo lavoro letterario dal titolo "...e lo chiamerai destino" (Edizioni Kappa).

Su Marco Tullio Barboni c'e' da ricordare, tra i lavori svolti anche come regista, "Il Grande Forse", un cortometraggio di successo girato e anche co-prodotto da Marco Tullio Barboni, dove il protagonista animale della pellicola è il medesimo del libro "A spasso con il mago": l'amato cane Merlino, oggi scomparso. Tra gli interpreti della pellicola, Philippe Leroy e Roberto Andreucci.


Thriller/Noir/Horror


IL GRANDE FORSE


Regia Marco Tullio Barboni

Prodotto da: R. Andreucci e M. T. Barboni

Sceneggiatura: Marco Tullio Barboni

Fotografia: Maurizio Calvesi

Montaggio: Gabriele Costa

Musica di: Franco Micalizzi

Costumi: Sandro Scarmiglia

Interpreti: Philippe Leroy, Roberto Andreucci

Italia 2009 - durata 18‘




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SLEEPY PLACES


Estate: sinonimo di divertimento, relax, svago.

La mente richiama stereotipi comuni quali spiagge affollate, luna park, musica a tutto volume… ma cosa accade a quei luoghi quando cala il sipario dell’autunno?

Le folle di vacanzieri spariscono, le luci si spengono e su tutto cala il silenzio e l’oblio. Un altro mondo: un mondo in letargo, assopito, che attende il puntuale risveglio a nuova e consueta vita. Un rituale che si ripete ogni anno.

Vagare in questi “villaggi fantasma”, in questa quiete quasi irreale, sembra quadi di disturbare il sonno delle cose. Non c’è presenza umana fra loro, se non nella memoria ricoperta di polvere e di sabbia.

E in questa desolazione e abbandono apparente, è sufficiente un bagliore di luce a ricordare che tutto è pronto a riprendere vita al primo caldo raggio di sole.

Ma non è ancora il tempo.

Le palpebre si richiudono nell’oscurità, mentre lo scivolo dell’Acqua Park, ancora brillante d’azzurro, sogna gli spruzzi d’acqua della prossima estate.


Summer, let’s say amusement, relax, fun. Summer, just this word itself evokes in our minds a wide range of clichés: over-crowded beaches, funfairs, loud music. But in the end what happens when the autumnal curtain is drawn over these places?

The crowds of vacationers disappear, the lights are switched off and everything sinks into silent oblivion. Another world surfaces and reveals its existence. It is a sleepy world, which is waiting for the timely signal of the end of the hibernation, the awakening to both new and returning life. The ritual is repeated year after year.

Roaming around these ghost villages and walking in this almost unreal quiet, gives you the impression that you are disturbing the sleep of these inanimate objects. Among them, the human presence does not exist any longer, just in the memory covered by dust and sand.

In this apparent desolation, a light glow is already enough in itself to remind us that everything is ready to resume life again with the first warm rays of the sun.

It is not yet the time.  

Eyelids close again in the darkness, as the slide in the WaterPark, still in brilliant blue, dreams of the water splashes to come in the next Summer.