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Elogio dell’Improvvisazione


PERPETUO VAGARE di Giuseppe Dal Bianco “L'Improvvisazione è l'arte più scientifica che esista” suggerisce Oddifreddi richiamando la necessità di disporre di solide basi conoscitive, culturali ed esperenziali per potersi avventurare oltre il limite del conosciuto, della regola, del controllo.


L’Improvvisazione è attività estrema, essenzialmente cercante, inclusiva e rischiosa che richiede e contemporaneamente produce trasformazioni cariche di levigatezza e di rigore.


Con Sparti s i parla d i un processo di attualizzazione del potenziale umano che a partire dal momento della nascita si rinnova ogni giorno, sotto forma di crisi, dettate dal Presente come uscita dal Passato. Questo processo di ricerca vitale induce l’artista ad uscire allo scoperto, all’abbandono del rifugio caldo e noto per delineare prospettive tanto incerte quanto dense di possibilità.


Giuseppe Dal Bianco, nella realizzazione delle sue Performance poetiche, agisce dapprima come artista del visivo producendo opere inclusive, assolute, di raffinato essenziale equilibrio, monocrome, levigate fino a sembrare morbide, concentrate sulla parte intima più luminosa di se stesso.


Qui le ombre mutabili delle forme geometriche (più che il segno o le linee immodificabili) creano vuoti finalmente nominabili, in cui abitare e da cui allontanarsi. Lo scopo è la possibilità di trovare nuove suggestioni, concentrate e rivolte verso la parte ignota del Futuro che è dentro di noi, come ombra luminosa che pervade l’intimo e il relazionale, secondo categorie tanto vulnerabili quanto indistruttibili (S.Kracauer).


Giuseppe Dal Bianco si esprime quindi attraverso la Musica, cercando la forza negli strumenti etnici (che studia e colleziona da molto tempo), strumenti che hanno sempre ripreso il cammino sonoro, a volte interdetto dalla violenza della Storia, segnato spesso dalle vicissitudini felici della vita, interrotto dal silenzio del dubbio e della morte, dalle pause del sogno.


Ascoltare le sue Composizioni musicali, le Improvvisazioni, le arie della tradizione primitiva e popolare, i suoni di arcaici strumenti legati alla terra dei padri, offre la possibilità di realizzare "avventurosi viaggi tra le rovine", direbbe Walter Benjamin, di riprendere un cammino che esplora, che inventa, che salva.


I 100 anni trascorsi dal lontano/vicino 1915, anno in cui avveniva il genocidio degli Armeni, sono occasione per esemplificare quanto espresso. Il canto del Duduk, lo strumento in legno di albicocco tanto caro a Tonino Guerra per la sua vicinanza alla voce umana, sarà uno tra gli altri suoni preziosi di cui si costituisce il Concerto pensato per lo spazio Euroom di Fiume Veneto.


Alessandra Santin

13.09.2015

Giuseppe Dal Bianco


Flautista e polistrumentista, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza. Ha svolto intensa attività concertistica in Italia e all’estero e contemporaneamente attività espositiva con numerose mostre personali e collettive nel campo delle arti figurative come pittore. È docente di flauto traverso e direttore artistico della rassegna concertistica Aprile Musicale a Malo.


Per diverse compagnie teatrali esegue dal vivo le musiche di scena in numerosi spettacoli e collabora con molti altri musicisti in vari ambiti musicali.


Da diversi anni si dedica allo studio degli strumenti a fiato etnici, frequentando anche numerosi seminari di studio presso la Fondazione Cini di Venezia.


La sua grande passione e interesse per gli strumenti a fiato lo ha portato a raccogliere e collezionare 260 strumenti provenienti da ogni parte del mondo, gran parte dei quali li usa nei suoi concerti.


Da sempre affascinato dalle sonorità che legano Oriente e Occidente, nel 2005 incide un CD dal titolo “senza ritorno” che lo vede protagonista assoluto, nel quale, con i suoi numerosi strumenti esegue nove brani strumentali da lui composti e arrangiati.


Nel 2010 incide il suo secondo CD dal titolo “perpetuo vagare" con il percussionista Luca Nardon.


La sua è musica meditativa, evocativa, un indagare in mondi indefiniti tra oriente e occidente, attraverso ritmi lenti e suoni dilatati nel tempo. Atmosfere rarefatte, echi primitivi ricchi di memorie, un viaggio della mente seducente ed ipnotico.


È in lavorazione ed uscirà prossimamente il suo terzo CD dal titolo "noi siamo le stelle".

domenica 13 settembre 2015 ore 18 - EUROOM spazio arte

presenta


GIUSEPPE DAL BIANCO

perpetuo vagare


musica e opere


presentazione a cura di

Alessandra Santin


fotografie di Roberto Giovetti

Sabato 10 settembre 2016  ore 18.30

EUROOM spazio arte presenta


"noi siamo le stelle"il nuovo CD di Giuseppe Dal Bianco


esposizione fotografica opere di Euro Rotelli

ore 19,00 - concerto

Giuseppe Dal Bianco

flauti etnici, duduk armeno

Giuseppe Laudanna

tastiera, percussioni