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INSTANT
WORLD
Il
viaggio
Termine
che per ognuno di noi assume significati diversi: avventura,
aspettativa, disagio, divertimento, fatica, relax…
Per me significa soprattutto curiosità ed emozione.
Io ho sempre sentito fortissimo il desiderio di comunicare i miei
sentimenti davanti ad un paesaggio, una situazione, un particolare
Molti scrivono un diario durante i loro viaggi, annotano momenti
particolari, sensazioni e aneddoti che altrimenti andrebbero perduti, o
confusi nella memoria insieme a tanti altri, soprattutto se il viaggio
è lungo e i luoghi da visitare sono molti.
Quando qualcosa colpisce la nostra attenzione, questo comporta un
inevitabile e immediato giudizio personale: un tramonto ci può
commuovere, una scena particolare divertire o incuriosire, un’opera d’arte
affascinare, un percorso annoiare e così via. E’ sempre il nostro
stato d’animo, hic et nunc, ad influire, nostro malgrado, nelle
valutazioni. E’ importante far si che queste esperienze non vadano
perdute, che i nostri ricordi, soprattutto quelli legati ad un’emozione
particolare, rimangano nella nostra memoria.
Per questo la Polaroid è il mio diario di viaggio.
Mi permette di trasferire il mio pensiero sulla pellicola in modo quasi
istantaneo. Manipolandone la superficie, ottengo quell’immagine, quel
risultato che vedo oltre l’apparente e oggettiva realtà.
E’ così che un
aspetto apparentemente insignificante assume ai miei occhi un
particolare fascino, una persona qualsiasi diventa protagonista del mio
racconto, un luogo di passaggio si trasforma in un paesaggio metafisico.
Nello stesso modo esaspero la drammaticità di una situazione o esalto
la bellezza di un particolare, stempero l’invadenza di un colore o
sottolineo una forma per me importante.
In queste immagini non c’è un intervento successivo di pittura o
computer. Lavoro manualmente sulla pellicola mentre si sviluppa,
seguendo un’immagine già ben delineata nella mia mente, che si fonde
con la casualità in un equilibrio finale.
Sia che esegua questo tipo di fotografia su commissione (libri,
calendari, pubblicità) o per piacere personale, interpreto sempre ciò
che ritraggo in modo direi istintivo, seguendo l’emozione di quel
preciso istante. Talvolta un paesaggio può risultare onirico, irreale,
ma perché rinunciare a raccontare un sogno?
Sono fotografo perché convinto che la fotografia non sia solamente
documentazione, ma soprattutto narrazione, evocazione. E come nel
racconto lo scrittore traspone se stesso, la sua intima essenza, tutto
il suo vissuto emotivo, altrettanto la fotografia deve essere l’interpretazione
dell’autore, la sua visione personale, il suo ritratto interiore dei
luoghi e delle cose.
Euro
Rotelli
Tecnica
Polaroid 600 manipolato
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INSTANT
WORLD
A
Journey
A word which for each one of us takes on a
different meaning: adventure, great expectations, discomfort, fun,
fatigue, relaxation .... For me, more than anything, the word means
curiosity and emotion. I have always felt a powerful desire to
communicate my feelings when I see a landscape, a situation, a detail.
Many people write a diary during their journeys where they make notes
about those special moments, sensations and anecdotes which would
otherwise be lost or become confused with so many other memories,
especially if the journey is long and there are many places to visit.
When something catches our attention, it brings an immediate and
inevitable personal judgement: a sunset can shake or stir us, a special
view can cause pleasure or curiosity, a work of art can fascinate, a
particular route can be boring, and so on.
It is always our state of mind, HIC ET NUNC which influences our
interpretations despite ourselves. It is important to ensure that these
experiences are not lost, that our memories, and in particular those
linked to a special emotion, remain in our minds.
It is for this reason that the Polaroid is my captain's log. It allows
me to transfer my thoughts almost instantaneously onto film. By working
on the film's surface, I achieve the image, the result I see above and
beyond the seemingly objective reality.
It is in this way that an apparently insignificant aspect can, in my
eyes, assume a particular fascination, an ordinary person becomes the
leading player in my story, a normal pathway becomes a metaphysical
landscape.
In the same way I explore the dramatic possibilities of a situation or
emphasise the beauty of a detail, I dilute the effect of a colour or
underline a shape I feel is important.
There is no later work carried out by painting or with a computer. I
work manually on the film as it develops, following a mental picure
already clear in my mind, which then blends with pure chance to create a
final balance.
Those who carry out this type of photography, either on commission (books,
calendars, advertising) or for personal pleasure, always interpret that
which s/he portrays instinctively, following the emotions of that
precise moment. Sometimes a landscape may seem dreamlike, unreal, but
why stop when you can recount a dream ?
I am a photographer because I am convinced that photography is not only
documentation, but rather narration, re-creation. It is as if within a
story the writer exposes himself in his essential being, with all the
feelings of his experience, in the same way a photograph should be the
interpretation of the author, his personal vision, his interior portrait
of places and things.
Euro
Rotelli
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