| EURO ROTELLI
Nasce nel 1955 nella maremma toscana per poi trasferirsi in Friuli. Crescendo, sente sempre più forte il bisogno di comunicare le proprie emozioni. La prima esperienza è con la pittura, per poi scoprire la fotografia. Da qui nasce e si sviluppa una passione che lo porterà a fare della fotografia non solo il proprio lavoro, ma anche il suo mezzo espressivo ideale. Diventa fotografo pubblicitario, dedicandosi contemporaneamente alla ricerca. Lo attraggono allo stesso modo i paesaggi e le persone che ritrae in bianco e nero con personali sperimentazioni in camera oscura. In questo modo ha eseguito ritratti di personaggi del mondo dell’arte. E’ con la scoperta del "Polaroid" che riesce a comunicare completamente il suo modo di "sentire" e "interpretare" la realtà come lui la vede. Questo procedimento gli permette infatti di intervenire "manualmente" sulla fotografia, con risultati sempre diversi e originali. Realizza cataloghi d’arte, pubblicazioni e calendari dedicati al paesaggio e alla figura umana, così come campagne pubblicitarie di importanti aziende. Indaga e interpreta città e territori sia su commissione che per ricerca personale. Pubblica su riviste nazionali ed internazionali ed espone sia in Italia che all’estero. Ha ricevuto premi e riconoscimenti a livello internazionale. Sue fotografie si trovano in gallerie e collezioni pubbliche e private. Euro
Rotelli EURO ROTELLI was born in Tuscany in
1955, although his family moved to Friuli when he was still a child. He
always feels a strong inner desire to communicate his feelings, and
after first experimenting with painting, he later discoveres photography.
This sees the birth and development of a passion which brings him to the
point of not only making photography his daily work, but also of
expressing himself artistically through this medium. He begins to
dedicate himself to research into new techniques and approaches. He is
enthralled by both landscapes and the people he portrays in black and
white, while carrying out his own personal experiments in the darkroom. |